Il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, incontrando a Rimini gli uomini della Guardia Costiera, ha citato l’episodio di un militare che si è tolto i calzini per metterli ad un bambino migrante infreddolito, appena recuperato in mare.
Zuppi ha detto: “C'è quella foto di uno di voi con un bambino che è appena sbarcato, che non aveva le calze, e questo collega vostro si toglie le calze e gli mette le calze sopra. La conservo qua, quella è l’umanità”.
Oggi il “Corriere della Sera” individua e intervista il militare in questione: si chiama Antonio Giuliano e l’episodio risale al dicembre del 2024.
Giuliano vorrebbe sapere che fine abbia fatto quel bambino e se stia bene. Probabilmente qualche mass media lo rintraccerà e ce ne riferirà.
Mi è venuto improvvisamente in mente un famoso passo biblico, e mi meraviglia che non ne abbia parlato il cardinale. È quel passo nel quale Cristo ritorna sulla terra nel giorno del Giudizio Universale, dove verranno giudicati tutti, i vivi ed i morti, e riconosce grande valore alla carità fatta ai bisognosi, perché la considera fatta a lui personalmente.
Il passo è quello contenuto nel capitolo 25 del Vangelo di Matteo, ai versi da 31 a 40.
Lo ripropongo di seguito nella versione della Cei del 1974: è stata sostituita da traduzioni più recenti, ma la porto nel cuore perché è la Bibbia della mia infanzia:
“31 Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. 32 E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, 33 e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. 34 Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. 35 Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, 36 nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. 37 Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? 38 Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? 39 E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? 40 Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Quel bambino migrante, che Salvini vorrebbe buttare fuori a calci nel culo o mettere in un lager, così come il gen. Vannacci e tutte le destre estreme, sovraniste e xenofobe d’Europa, per non parlare di Trump, peraltro tutti movimenti che affermano a gran voce di essere cristiani… Ebbene, quel bambino è Gesù. Che si sappia. Vorrei che tutti i sedicenti cristiani lo ricordassero, qualche volta. Anche la premier Giorgia Meloni che proclamava “sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana”.

Nessun commento:
Posta un commento