lunedì 12 ottobre 2026

L’UOCCHIE SICCHE SO’ PEGGE R’’E SCUPPETTATE

Quando Papa Leone è stato eletto si è vociferato di qualche malumore, a Roma, per la sua relativamente giovane età.
In Curia qualcuno avrebbe commentato: “Corriamo il rischio di tenercelo per trent’anni, come fu per Wojtyla”.
Ora il Papa ha annunciato che ha un nodulo ad un polmone e se lo farà asportare al più presto, sperando ovviamente che non si tratti della fase iniziale di un tumore maligno.
Dalle mie parti si dice: “L’uocchie sicche so’ pegge r’’e scuppettate”.
Traduzione per chi vive al di sopra del Garigliano: “La jettatura è peggio delle fucilate”...

SBRUFFONERIE PAGLIACCESCHE DI UN PERSONAGGIO SENZA SCRUPOLI

 


Donald Trump si rivela sempre più un personaggio senza alcuno scrupolo, privo di ogni basilare valore etico, proteso solamente al proprio interesse ed alla salvaguardia del proprio potere.
Pur di non perdere le elezioni di novembre per il parziale rinnovo del parlamento americano è arrivato a stringere un accordo con il dittatore russo Putin, un paria del sistema internazionale, per ricevere petrolio dalla Russia, in deroga a tutti divieti vigenti nel mondo occidentale, e persino negli Stati Uniti, così da provare ad abbassare il prezzo dei carburanti alla pompa di benzina e salvarsi dallo scontento degli americani.
Pur di non diventare un’“anatra zoppa”, come si dice in gergo politologico, cioè un presidente più che dimezzato da un Congresso dove non avrebbe più la maggioranza, non ha esitato ancora una volta a mortificare l’Ucraina ed il suo presidente, flirtando con l’aggressore russo.
Di nuovo, con pochi gesti ha distrutto un’alleanza politica, strategica e militare che durava dalla Seconda Guerra Mondiale, cioè quella con l’Europa; di nuovo, ha sovvertito decenni di equilibri geopolitici, decidendo che il vecchio nemico sovietico/russo oggi è un amicone, è il migliore degli alleati.
Davvero, come politologo e come persona di buon senso, non finisco mai di trasecolare di fronte a questi atteggiamenti canaglieschi.
Purtroppo ad essi si aggiungono anche atteggiamenti pagliacceschi. Trump infatti fa finta di dimenticare che se il petrolio è alle stelle, questo accade non solo perché il mondo occidentale non acquista più quello russo, non solo perché l’Ucraina (giustamente) bombarda le raffinerie russe cercando di danneggiare una importantissima entrata finanziaria per il Cremlino (che poi la spende per tirare missili su case e bus ucraini) ma soprattutto perché, da prima dell’estate, Washington si è infilata maldestramente nel ginepraio mediorientale umiliando l’Iran ma non riuscendo (com’era prevedibile) a disarcionarne il regime, cosicché l’unico risultato è stata la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dei pasdaran e l’ulteriore riduzione della quantità di barili di petrolio immessi sul mercato.
Questa crisi energetica, dovuta solo all’avventurismo pagliaccesco del presidente americano, ci sta portando ad altissimi costi per i carburanti, ma anche dell’energia e, in ultimo, dei prodotti alimentari e di ogni tipo che andiamo ad acquistare.
Proprio un bel regalo, grazie!
Ora Trump non sa come uscire da questo guaio: lo stretto rimane chiuso e lui non sa che fare. Quando l’Arabia Saudita gli ha chiesto aiuto contro gli Houthi, alleati di Teheran che operano nel Mar Rosso, Trump glielo ha rifiutato; ma ora che questi guerriglieri yemeniti sono riusciti a fare dodici morti nell’aeroporto della capitale saudita lanciando un missile, ha proclamato che adesso 
“prenderà una decisione”.
Ma chi ci crede più?! Io no di certo, ed anche gli stessi Houthi ma, soprattutto, non ci crede il regime iraniano, che procede come nulla fosse e sta dimostrando al mondo intero di resistere alle sbruffonerie americane.

L’UOCCHIE SICCHE SO’ PEGGE R’’E SCUPPETTATE

Quando Papa Leone è stato eletto si è vociferato di qualche malumore, a Roma, per la sua relativamente giovane età. In Curia qualcuno avrebb...